AI Overview Google: Cos’è e Cosa Cambia per la SERP
Negli ultimi mesi, Google ha iniziato a trasformare radicalmente la propria esperienza di ricerca, integrando risposte generate dall’intelligenza artificiale direttamente nei risultati. Questa nuova modalità, chiamata AI Overview, non rappresenta solo un cambiamento tecnico, ma una risposta concreta al modo in cui è cambiato il comportamento degli utenti: più sintesi, meno clic, più immediatezza.
In questo articolo, noi di DSI Design, con oltre 15 anni di lavoro nel mondo del web, ti spiegheremo cos’è AI Overview Google, come funziona e perché sta già influenzando non solo le strategie SEO, ma anche il modo in cui gli utenti interagiscono con le informazioni online.
Google AI Overview è una funzionalità che mostra, sopra ai risultati classici, una risposta sintetica generata dall’intelligenza artificiale. Si attiva quando Google rileva che una query è particolarmente complessa, ambigua o meritevole di una spiegazione più articolata rispetto a un semplice elenco di link.
Invece dei tradizionali dieci link blu, l’utente visualizza una spiegazione chiara e generata in tempo reale da Gemini, il modello linguistico proprietario di Google. Questa risposta si basa sull’analisi di fonti che Google considera attendibili, selezionate in base a criteri di autorevolezza, aggiornamento, qualità editoriale e pertinenza con l’intento di ricerca. L’obiettivo è garantire che le informazioni proposte siano affidabili, ben strutturate e coerenti con le esigenze dell’utente.
In alcuni casi, il testo generato include anche link cliccabili verso le fonti consultate, ma non sempre questi riferimenti sono visibili o esplicitati. Google decide autonomamente quali elementi mostrare, tenendo conto della qualità e della pertinenza dei contenuti.
Il rilascio della funzione è iniziato negli Stati Uniti nel 2024, nell’ambito della Search Generative Experience, ed è approdato in Italia a metà 2025.
Il funzionamento di AI Overview si basa su una combinazione di analisi linguistica avanzata, intelligenza artificiale generativa e logiche algoritmiche di selezione. Quando un utente effettua una ricerca, Google non si limita a riconoscere le parole digitate, ma interpreta l’intento attraverso una lettura semantica profonda. Questa capacità consente di comprendere anche domande complesse, non esplicitamente strutturate, e di anticipare ciò che l’utente vuole davvero sapere.
Se il sistema valuta che la domanda possa essere soddisfatta da una sintesi intelligente, attiva il modulo AI Overview. A questo punto entra in azione Gemini, il modello linguistico addestrato su miliardi di parametri, che analizza contenuti web di alta qualità e costruisce una risposta inedita. Non si tratta quindi di un semplice copia-incolla da altri siti, ma di una riformulazione intelligente che mira a chiarezza, pertinenza e autorevolezza.
Esempio pratico: cercando “differenza tra mutuo e prestito”, AI Overview restituirà un testo chiaro, con un linguaggio accessibile, in cui vengono elencate le principali distinzioni. Il tutto avviene senza che l’utente debba aprire altre pagine.

L’AI Overview offre indubbi vantaggi per gli utenti, rendendo l’esperienza di ricerca più rapida, accessibile e diretta. Questa evoluzione risponde a un cambiamento ormai evidente: il modo di cercare online sta diventando sempre più passivo e conversazionale. Di conseguenza, Google ha introdotto un sistema in grado di adattarsi a queste nuove abitudini, fornendo risposte immediate senza costringere l’utente ad approfondire autonomamente.
Tuttavia, questa efficienza porta con sé anche delle criticità. Gli utenti, abituandosi a ricevere tutto e subito, rischiano di accettare la sintesi dell’AI come unica verità. È bene ricordare che anche l’intelligenza artificiale può commettere errori o fornire risposte imprecise. Per questo motivo, il senso critico e la verifica delle fonti restano fondamentali.
Un ulteriore effetto rilevante riguarda il cosiddetto fenomeno della zero-click search: sempre più utenti ottengono le informazioni che cercano direttamente nella pagina dei risultati, senza cliccare su nessun sito. Questo comporta una diminuzione significativa del traffico organico verso i contenuti editoriali, in particolare quelli informativi. Anche quando un sito contribuisce alla risposta dell’AI, rischia di non ricevere alcuna visita effettiva da parte dell’utente.
Lavorando ogni giorno su strategie SEO, sappiamo bene quanto ogni aggiornamento degli algoritmi Google possa avere effetti concreti sulla visibilità dei siti web. L’introduzione di AI Overview rappresenta una svolta netta: non è solo un cambiamento grafico nella SERP, ma un’evoluzione che modifica le regole del gioco.
Questa funzionalità occupa una porzione significativa dello schermo, tra il 42% e il 48% dell’area visibile, posizionandosi sopra i risultati organici. Di conseguenza, riduce in modo drastico la visibilità dei siti che fino a poco tempo fa godevano di un buon posizionamento tradizionale.
Fino a ieri, le attività di posizionamento dei siti web si concentravano su parole chiave, backlink e ottimizzazione tecnica. Oggi, questi aspetti non bastano più. L’obiettivo è diventare una delle fonti che l’AI di Google seleziona per generare le sue risposte, e per farlo servono contenuti strutturati, affidabili, aggiornati e pensati per anticipare le domande degli utenti.
Per affrontare al meglio l’era di AI Overview, è necessario ripensare da zero il modo in cui si progettano i contenuti online. Il primo passo consiste nell’individuare con precisione l’intento dell’utente. Solo così sarà possibile creare contenuti davvero utili e in grado di essere selezionati da Google.
Una volta definito l’obiettivo, i contenuti dovrebbero essere:
Essere scelti dall’AI Overview non è un traguardo casuale, ma il risultato di una strategia mirata che combina chiarezza editoriale, ottimizzazione tecnica e autorevolezza percepita. Non basta più puntare a posizionarsi tra i primi risultati: oggi l’obiettivo è diventare una delle fonti primarie selezionate dall’intelligenza artificiale per generare le risposte.
È comprensibile che l’arrivo dell’AI Overview possa generare dubbi o incertezze, ma non c’è motivo di temere: la SEO non è superata, sta semplicemente cambiando. Chi saprà adattarsi con intelligenza e metodo potrà non solo conservare la propria visibilità, ma anche amplificarla.
Attualmente AI Overview si attiva in modo automatico per molte tipologie di ricerca, soprattutto quelle a carattere informativo, comparativo o educativo. Tuttavia, non esiste alcuna opzione ufficiale o impostazione nelle preferenze dell’account Google che consenta di disattivare questa funzionalità.
Alcuni utenti hanno segnalato che, in determinati casi, AI Overview non compare durante la navigazione in incognito o quando si è disconnessi dal proprio account Google. Questi metodi, però, non garantiscono l’assenza della funzione e risultano poco pratici per un utilizzo quotidiano.
Inoltre, secondo le attuali impostazioni, AI Overview è parte integrante dell’esperienza di ricerca standard di Google e non può essere disabilitata manualmente. Questo suggerisce che Google punta a rendere questa modalità sempre più centrale, al punto che l’unico modo per evitarla sarebbe ricorrere a browser alternativi o a specifiche estensioni, ammesso che funzionino.
È utile sottolineare che, per chi si occupa di ottimizzazione di siti web, ignorare la presenza di Google Overview non è un’opzione: comprendere come funziona e adattare i contenuti diventa parte integrante della strategia. Di fatto, l’unica “scelta” possibile è abituarsi alla sua presenza e imparare a comprenderne i meccanismi, sia come utenti che come professionisti del posizionamento online.
Un altro esperimento in corso da parte di Google è Google AI Mode, una funzionalità attualmente in fase di test negli Stati Uniti, pensata per offrire un’esperienza di ricerca ancora più evoluta. A differenza di AI Overview, che propone una risposta generata automaticamente e visibile sopra ai risultati di ricerca, AI Mode Google consente di interagire in modo conversazionale con l’intelligenza artificiale, proseguendo la ricerca attraverso più domande e approfondimenti.
Questa modalità si distingue per alcune caratteristiche chiave:
Sebbene AI Mode sia ancora in fase sperimentale, è chiaro che rappresenti una svolta verso una nuova modalità di interazione con i motori di ricerca. L’obiettivo non è più solo rispondere a una domanda, ma accompagnare l’utente in un dialogo continuo, personalizzato e potenzialmente multimodale. Un approccio che avvicina la ricerca online a ciò che già oggi offrono strumenti come ChatGPT, ma con tutta la potenza dell’ecosistema Google. È una direzione che, se confermata su larga scala, potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui cerchiamo e troviamo informazioni online.
L’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole della ricerca online, e l’arrivo dell’AI Overview in Italia ne è la prova più evidente. Questa evoluzione segna un passaggio fondamentale che richiede nuove strategie di visibilità, più orientate alla chiarezza e all’utilità reale per l’utente.
Chi crea contenuti, gestisce siti o si occupa di posizionamento sui motori di ricerca deve iniziare a progettare pagine che siano pensate per informare, chiarire e rispondere con precisione. In un contesto in cui a parlare per primi sono gli algoritmi, chi saprà adattarsi potrà continuare a essere trovato. E ascoltato.
Pubblicazione: 11 Luglio 2025
Emanuele Carcerano è Business Development Manager presso DSI Design, dove gestisce strategie SEO, campagne Google Ads e sviluppo progetti digitali dal 2009. Con oltre 280 progetti completati, si occupa di ottimizzazione per i motori di ricerca, e-commerce e sistemi CRM personalizzati. Le sue competenze spaziano dal digital marketing allo sviluppo tecnico (WordPress, PHP, MySQL), permettendogli di seguire progetti dalla strategia all’implementazione.